Transparency: quando le informazioni nutrizionali ti mandano fuori strada

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Se parliamo di intolleranza al glutine che cosa vi viene in mente? Di sicuro la celiachia, una malattia molto presente sul territorio italiano. Si registrano, secondo la relazione annuale del Parlamento, 198.427 soggetti celiaci in Italia, e di questi i più colpiti risultano essere le donne (139.902).

Questa patologia comporta l’atrofia dei villi intestinali e di conseguenza:

  • dissenterie
  • rallentamenti nella crescita

A livello medico, della celiachia oggi sappiamo molto più che in passato, ma anche la gente ha imparato a informarsi di più, diventando più sensibile a quello che mangia e a come si alimenta. Il benessere fisico dipende da molteplici fattori: dall’aria che respiriamo, dallo sport che pratichiamo ogni giorno e soprattutto da quello che assumiamo a livello alimentare.

Una maggiore consapevolezza sui consumi alimentari comporta un immediato e verificabile miglioramento sullo stile di vita ed una lotta più efficace rivolta alle malattie debilitanti.

La BBC ha recentemente segnalato una vicenda alquanto preoccupante che sembra dimostrare come alcune aziende sfruttino questo nuovo “know how alimentare” per ingannare i consumatori. Si è verificato un fenomeno di cosiddetta fake transparency, letteralmente falsa trasparenza, ossia una pratica che spaccia informazioni fuorvianti per chiarimenti dati al potenziale acquirente.

Tra i diversi casi segnalati dalla BBC, uno dei più significativi riguarda la pubblicizzazione sui principali mercati internazionali di frutta e acqua in bottiglia senza glutine, informazione non tanto falsa, quanto tanto irrilevanti da creare un problema: acqua e frutta non contengono naturalmente traccia di glutine, ossia la combinazione delle proteine gliadina e glutenina in alimenti come orzo, farro, segale e simili, e questo non può essere segnalato come vantaggio di alcun tipo perché l’alternativa, ossia l’acqua con glutine, semplicemente… non esiste!

Credits: patriciarestrepo.co

Se a lavoro qualcuno vi consiglia di comprare una bottiglia di acqua senza glutine invece di usare il solito affidabile distributore di acqua in ufficio, state pure tranquilli perché vi sta prendendo in giro.

L’unico strumento a nostra disposizione per capire cosa comprare e cosa effettivamente contiene sono le etichette nutrizionali. La consapevolezza nutrizionale deve aiutarci ad evitare le fregature e a selezionare gli alimenti in base alle calorie contenute, al giusto apporto di vitamine utili all’organismo e alla presenza o meno di sostanze nocive o non ben identificate, tutti indicatori che possono guidare le nostre scelte commerciali in un senso oppure nell’altro, sempre con cognizione di causa.

In fine dei conti una maggiore consapevolezza alimentare è anche il primo passo per stare in forma, allungare la propria vita e, cosa non da poco, evitare fregature.

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